Come si gioca a dama italiana
Se non hai mai giocato, la dama italiana si impara in un pomeriggio e si sbaglia per anni. Le mosse di base stanno in tre righe. Le regole che decidono chi vince stanno tutte nel modo in cui si mangia.
Questa guida parte dallo schieramento e arriva alla prima partita completa. Le regole per intero, con i casi limite, stanno nella pagina delle regole.
La damiera
Damiera 8×8, e si usano soltanto le 32 caselle scure. Tutto succede lì: nessun pezzo tocca mai una casella chiara.
L’orientamento italiano è specchiato: il doppio angolo, cioè l’angolo dove la diagonale corta tocca il bordo, sta alla sinistra di ciascun giocatore. In pratica la casella d’angolo più vicina a te, sulla sinistra, è chiara. Se la giri al contrario metà delle diagonali cambiano posto e gli schemi che leggi non tornano.
Ogni giocatore dispone 12 pedine sulle caselle scure delle tre file più vicine a sé. Le due file centrali restano vuote: sono la terra di nessuno dove si decide l’apertura. Il Bianco muove per primo.
Come muove la pedina
Una pedina avanza di una casella in diagonale, verso il lato avversario, su una casella libera. Basta. Non torna indietro, non va di lato, non salta caselle.
Vuol dire che ogni pedina che spingi è una pedina che non puoi più richiamare. Nella dama italiana la struttura che costruisci davanti non si smonta: sposti solo il fronte in avanti.
Come si mangia
Se un pezzo avversario sta in diagonale avanti, subito accanto alla tua pedina, e la casella immediatamente oltre è libera, lo salti e ti fermi lì. Il pezzo saltato è mangiato.
Tre cose da tenere a mente subito:
Mangiare è obbligatorio. Se sulla damiera esiste una presa, non puoi fare nient’altro. La damiera di questo sito rifiuta le altre mosse, quindi se una tua mossa non passa, di solito è perché da qualche parte c’era un salto da fare.
La presa continua. Dopo un salto, se lo stesso pezzo ha davanti un’altra presa, deve farla, e così via finché non ce ne sono più. Una sequenza da tre o quattro pezzi ribalta una partita.
I pezzi mangiati escono alla fine. Restano sulla damiera per tutta la sequenza e occupano la loro casella, quindi bloccano il passaggio. La conseguenza da ricordare: lo stesso pezzo non si salta due volte nello stesso turno.
La pedina non mangia la dama
Questa è la regola che sorprende chi arriva da altri giochi di dama, e vale la pena impararla il primo giorno: una pedina non può mangiare una dama. Mai, in nessuna posizione.
Se una dama avversaria si mette esattamente dove la tua pedina potrebbe saltarla, la pedina non la tocca. Solo un’altra dama può prendere una dama.
Il risultato è che la prima dama sulla damiera è un pezzo enorme, non per come si muove, ma per il fatto che metà dell’esercito avversario non può nemmeno minacciarla. Se il tuo avversario ha una dama e tu no, cambiare pezzi ti peggiora la posizione.
Andare a dama
Una pedina che finisce la mossa sull’ultima traversa, quella più lontana da te, diventa dama.
La dama italiana è un pezzo corto: si muove di una casella per volta, in diagonale, ma in tutte e quattro le direzioni, avanti e indietro. Mangia allo stesso modo, saltando un pezzo adiacente sulla casella libera subito oltre. Non vola: non attraversa la diagonale a distanza. Chi conosce la dama internazionale o quella spagnola qui resta deluso, e sbaglia, perché il valore della dama italiana non è la velocità ma l’immunità.
C’è un dettaglio che conta e che quasi tutti scoprono perdendo. Se una pedina arriva sull’ultima traversa in mezzo a una presa, la sequenza si ferma lì. La pedina diventa dama e il turno finisce, anche se da quella casella ci sarebbero altri salti. La nuova dama muoverà solo dopo la risposta dell’avversario. Quindi una presa lunga che passa per il fondo vale meno di quanto sembra a occhio.
Quale presa devi fare
Quando le prese possibili sono più di una, non scegli tu. Decide una scala a quattro gradini, e ogni gradino serve solo a sciogliere le parità lasciate dal precedente:
- La sequenza che mangia più pezzi.
- A parità di pezzi, la presa fatta con una dama batte quella fatta con una pedina.
- Tra quelle, la sequenza che mangia più dame.
- Tra quelle, la sequenza che mangia una dama il prima possibile.
Se restano ancora sequenze pari, scegli tu. La scala per esteso, con gli esempi, sta in La scala delle prese.
Come si vince
Vinci mangiando tutti i pezzi dell’avversario, oppure lasciandolo senza mosse legali quando tocca a lui. Un giocatore con dieci pezzi sulla damiera che non può muoverne nessuno ha perso, esattamente come uno rimasto senza pezzi.
La seconda strada è più frequente di quanto sembri, proprio perché le pedine italiane non tornano indietro: un fronte che avanza troppo può finire incastrato contro il proprio muro.
La partita è patta se la stessa posizione si ripete tre volte con lo stesso giocatore al tratto, oppure se passano 40 mosse per parte senza prese e senza mosse di pedina. La seconda è la regola di questo sito, non una norma della Federazione Italiana Dama.
Tre abitudini per la prima partita
Conta prima di saltare. L’obbligo di mangiare è anche un’arma. Se lasci un pezzo dove l’avversario è costretto a prenderlo, sai in anticipo cosa farà, e puoi preparare la risposta.
Non spingere per abitudine. Ogni pedina avanzata è una casella che non copri più alle spalle. Muovi quando la mossa serve a qualcosa, non per riempire il turno.
Tieni indietro l’ultima fila il più a lungo possibile. È l’unica barriera che impedisce all’avversario di andare a dama, e una volta smontata non si rimonta.
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